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"Se muoio e rinasco mi piacerebbe nascere sempre a Cuba".

Per capire meglio cosa ha provato Alexis nel trasferirsi da Cuba abbiamo parlato con Yosvany, un cubano emigrato all'estero, ora residente in Italia. Ecco cosa vuol dire far parte della comunità Cubana in Italia, raccontato direttamente da una fonte primaria.


Foto di Roberto Salinas. 35mm. Cuba.

Era il 22 marzo 2020 quando, nel pieno dell’ emergenza pandemica, atterrarono in Italia i medici cubani della brigata Henry Reeve: si tratta di una troupe di medici che, di loro spontanea volontà, hanno deciso di correre in soccorso degli operatori sanitari italiani per contenere i focolai di Covid-19, gesto di estrema solidarietà ed umanità.


Peraltro, il rapporto tra le due popolazioni risale a ben prima della recente pandemia.

In Italia esiste una vera e propria comunità cubana, composta da più di 22.000 abitanti che per la maggior parte risiede al Nord, ma si registra una gran presenza anche nel Lazio e in alcune città del Sud Italia.



Abbiamo parlato con Yosvany Hernandez, un pallavolista cubano che abita in Italia da 9 anni per farci raccontare la sua esperienza. “Sono in Italia da quasi 9 anni e mi trovo benissimo, vivo a Loreto in provincia di Ancona” ci racconta di dove abita, vicino al mare, che lui adora, “sono molto felice di stare lì, mi trovo molto molto bene”. La sua storia è simile a quella di molti altri cubani che emigrano per esigenze lavorative più che per spontanea volontà, per lui andarsene da Cuba non è stata la parte più difficile perché “ero consapevole che stavo andando via per migliorare la qualità di vita della mia famiglia, ma quando si è lontani da casa e tutta un’ altra storia. Il problema è quando mi manca il mio paese” dice, poi ci fa una lunga lista di persone che gli mancano veramente, dai genitori ai cugini più distanti.



Con il tempo ci si abitua e, piano piano, si mettono nuove radici, ci racconta che in Italia ci sono molti cubani ma che di veri amici connazionali lui ne ha solo un paio perché “mi piace la tranquillità, ai cubani di solito piace il casino, le feste, andare a ballare ma a me piace di più la tranquillità ”.


Yosvany ha avuto l’ opportunità di esibirsi davanti al mondo intero quando, nel 2010, ha giocato nella nazionale cubana, ci spiega quanto sia fiero di averlo fatto e come per un atleta cubano rappresentare il proprio paese sia l’ orgoglio maggiore che esista, “è un onore rappresentare il tuo paese, la tua bandiera, la tua cultura”.


Nonostante Yosvany esprima il suo entusiasmo per l'Italia piu volte, “vivere in Italia per me è un piacere, io adoro l’ Italia, è messa nei problemi e nei guai ma io comunque la adoro”, se c’è una cosa che risulta evidente dalla nostra chiacchierata è però che il suo amore per un nuovo paese non potrà mai sconfiggere il suo senso di appartenenza : “io sarò cubano per sempre, posso abitare in qualsiasi paese ma sarò sempre cubano, sono molto orgoglioso, lo sarò sempre, di essere nato a Cuba” poi ci ripete per la seconda volta “e se muoio e rinasco mi piacerebbe nascere sempre a Cuba”.



Anche Alexis, il ballerino cubano di cui parla Cuban Dancer, ha vissuto una storia simile. Emigrare dal proprio paese non è mai facile: bisogna lasciare indietro le persone che ti stanno a cuore, compiere sacrifici, adattarsi. E’ un atto che richiede coraggio e speranza e non sempre funziona ma se va a buon fine può aprire un nuovo mondo di possibilità, un mondo che può cambiare completamente, dal terrore dell’ ignoto fino a diventare una seconda casa. Ed è proprio per questo che Alexis si imbarca in una nuova avventura, trasferirsi negli Stati Uniti per seguire il proprio sogno di diventare un ballerino per la San Francisco Ballet Company e far vedere a tutto il mondo cosa sia in grado di fare.


Esistono centinaia di milioni di migranti al mondo, Alexis sicuramente non sarà l'ultimo.

Ma, a differenza di tante persone che vivono la propria vita spostandosi da un posto all’ altro, senza trovare un luogo da chiamare casa, quando, come Alexis e Yosvany, cresci in un luogo dove crei delle radici stabili non esiste destinazione che ti permetta di dimenticare da dove sei partito. Per milioni di cubani Cuba non è più il posto che chiamano casa, ma sicuramente ognuno di loro sceglierebbe Cuba per rinascere, senza pensarci due volte.



CUBAN DANCER è un film di Roberto Salinas con le coreografie di Laura Domingo Aguero e le musiche di Beta Pictoris

Prodotto da Indyca, Film Option International, Valdivia Film. Vendite internazionali:

Deckert Distribution GmbH | Film Option International. Distributore per l'Italia: Istituto Luce Cinecittà

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