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Victor Hugo Fumagalli: Morricone, il Western, Tarantino e Brianza

Immagine del redattore: Indyca
Indyca
25 minuti fa
Tempo di lettura: 1 min

Dal suono morbido e ferroso di un calorifero percosso con le bacchette come un tamburo alle sperimentazioni con chitarre elettriche, voci, cori ed elettronica: Victor Hugo Fumagalli racconta il suo approccio alla composizione musicale e al sound design, fatto di ricerca timbrica, contaminazioni e suoni che nascono anche da oggetti e materiali inaspettati. Un percorso creativo in cui i rumori quotidiani diventano materia musicale e ogni elemento sonoro contribuisce a costruire atmosfere, tensioni ed emozioni.

Nell’intervista, il compositore, sound designer e batterista ripercorre la genesi della colonna sonora di Brianza, raccontando la sfida di trovare un'identità musicale originale, capace di dialogare con riferimenti importanti come Ennio Morricone, le sonorità western e l'immaginario di Tarantino, senza imitarli. Dalla sperimentazione condotta insieme al polistrumentista Maxime Obadia alla ricerca di timbri e sonorità non convenzionali, emerge una concezione della musica per immagini in cui composizione e sound design si intrecciano continuamente.


Fumagalli racconta anche il proprio percorso artistico, dagli esordi al pianoforte e alla batteria nei gruppi punk rock e grunge, fino agli studi in sound design e alla specializzazione in musica per film. Un cammino fatto di ricerca, collaborazioni e continue domande sul rapporto tra musica dal vivo e musica applicata alle immagini. A completare questo universo sonoro c'è Paradise, brano scritto insieme al regista Simone Catania, arricchito dal contributo di Maxime Obadia e interpretato dalla voce intensa di Naomi Rivieccio.

Leggi l’articolo completo su IlGiornoella testata].

 
 
 

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